Regalati un soggiorno in Umbria: basta un post! 250 camere gratis per il 5 gennaio con l’hashtag #prenotoinumbriaperchè

Perchè non regalarsi un soggiorno in Umbria in questo inizio 2017?

Parte l’iniziativa di Federalberghi “Regalati un soggiorno in Umbria: basta un post”, che offre per la notte del 5 gennaio 250 camere ai turisti che utilizzeranno sul web l’hashtag #prenotoinUmbriaperchè.

Si tratta di una iniziativa che vede  50 albergatori di tutta la regione mettersi in gioco ed offrire  gratuitamente oltre 250 camere doppie con colazione inclusa, che saranno assegnate per la notte del 5 gennaio a quei turisti desiderosi di sperimentare in prima persona “il bello dell’Umbria” e, soprattutto, accettare di raccontarlo agli amici sul web utilizzando l’hashtag #prenotoinUmbriaperchè.

La promozione porta il marchio Federalberghi Umbria, che intende così contribuire al rilancio turistico di una regione penalizzata complessivamente, negli ultimi mesi, da una comunicazione frettolosa e non sempre corretta.

L’Umbria invece, anche e soprattutto nel periodo delle Festività, ha tanto da offrire ai turisti che amano le cose belle e preziose, l’arte sublime dei suoi borghi, i suoi paesaggi unici, mille eventi per tutti i gusti, l’eccellente qualità dei suoi prodotti enogastronomici.

“In cambio del soggiorno gratuito nelle nostre strutture ricettive –dichiara Federalberghi Umbria– chiediamo agli ospiti di essere un po’ nostri complici, raccontando cosa amano di più della nostra regione, utilizzando lo strumento dei social network”.

E’ sufficiente un post da condividere con i propri amici su Facebook, Twitter o Instagram e si potrà concorrere all’offerta ricettiva gratuita messa in palio dagli albergatori umbri.

Basta un post, insomma, per avere in cambio un soggiorno gratuito per due persone, e cominciare in Umbria il primo week end lungo dell’anno.”

L’elenco degli alberghi che partecipano all’iniziativa, oltre che direttamente sul sito www.umbria.federalberghi.it, è stato inserito sul  sito  atmosfere.comune.perugia.it,  dove è possibile trovare i riferimenti relativi alle strutture, modalità di partecipazione, contatti e tutte le iniziative del periodo di natale in citta.

“Esprimiamo come Amministrazione comunale –è il commento dell’assessore al commercio, artigianato e mobilità Cristiana Casaioli– il nostro plauso per un’iniziativa lodevole che intendiamo sostenere in ogni modo possibile. Anche in quest’occasione gli imprenditori umbri si sono messi in gioco per cercare di far ripartire l’economia in un periodo particolarmente difficile e delicato per il nostro territorio. Ciò dimostra come le nostre aziende siano sempre pronte ad impegnarsi, peraltro investendo risorse proprie, con l’obiettivo di far tornare i turisti a Perugia ed in Umbria. Un’iniziativa utile, dunque, che consentirà ai visitatori di verificare con i loro occhi come Perugia  non sia stata minimamente colpita dal terremoto, ma anzi si sia da subito mobilitata per il sostegno in favore delle popolazioni più direttamente toccate dal sisma. La campagna #prenotoinUmbriaperchè verrà promossa oltre che sul sito dedicato al Natale atmosfere.comune.perugia.it, su tutti i nostri canali Social e andrà ad incrementare la campagna promozionale in atto con  Google Adwords finalizzata alla promozione della città durante le festività natalizie.

A Perugia è possibile godere delle straordinarie eccellenze che la nostra città è in grado di offrire da sempre sotto il profilo culturale, enogastronomico ecc. L’Amministrazione comunale non può che appoggiare iniziative come questa che vanno in direzione della valorizzazione della città e delle sue innumerevoli peculiarità. Per questo ci sentiamo di ringraziare gli imprenditori che hanno aderito alla proposta e per lo sforzo che anche in quest’occasione hanno voluto sostenere per il bene collettivo”.

Annunci

Beviamo sempre più vino fuori casa. A guidare la crescita i ‘Millennials’

Crescono i consumi di vino fuori casa. Secondo l’Osservatorio del Vino, il sistema di analisi economica promosso da Unione Italiana Vini, gli italiani tornano ad apprezzare un buon calice quando sono al ristorante o al wine bar. E al volante della crescita ci sono i più giovani.

Vendite, il quadro generale

Secondo i dati presentati nell’ambito del convegno di Wine2Wine da Silvia Zucconi, Coordinatrice Consumer Insight Wine Monitor-Nomisma, i numeri più interessanti riguardano i vini spumanti che, con una crescita in volumi del 5% e in valore del 6,5%, confermano il trend positivo degli ultimi due anni. Ma a dare spinta al vino sul canale Horeca – ovvero la distribuzione nei ristoranti, bar, hotel e catering – non ci sono soltanto le bollicine, che ad oggi rappresentano comunque circa un terzo del totale delle vendite. Anche bianchi e rossi fermi si attestano su valori incoraggianti, rispettivamente con 5,5% e 6,5%.

A riempire sempre più il bicchiere sono soprattutto hotel e catering, con un’impennata di oltre il 10%, poi i ristoranti con più 8,6%. Seguono le enoteche (+6,6%) e i wine bar (+4,4%). Testa di serie nei consumi c’è il Prosecco Doc, bollicina facile da bere ed economica, ma anche gli altri spumanti si mostrano particolarmente vitali.

La bussola per i produttori 

Altri dati interessanti sono quelli riferiti alla composizione delle vendite per tipo di canale. In breve, sono i numeri che possono orientare i produttori nella vendita strategica delle proprie etichette. Ad oggi, come confermato da Silvia Zucconi, “i ristoranti rappresentano la quota più rilevante delle vendite a volume”. In questi esercizi vengono venduti oltre un terzo dei vini rossi fermi, mentre per i bianchi la quota sale a 42%. Gli spumanti, richiesti soprattutto all’aperitivo, vanno forte nei bar e wine bar. Segnali incoraggianti in un mercato che, negli ultimi dieci anni, si è generalmente ristretto, passando dai 48 litri pro-capite del 2006 ai 37 del 2016.

A bere sempre più vino sono i ‘Millennials’

L’indagine di Wine Monitor ha poi analizzato i comportamenti di consumo fuori casa con un questionario effettuato su un campione di 1700 consumatori. Il dato emerso è che sta profondamente cambiando la quota dei cosiddetti “frequent user”, ovvero quelli che consumano vino almeno una volta a settimana. Tra questi i maggiori appassionati di vino sembrano essere i più giovani. I ‘millennials’, ragazzi di età compresa tra 20 e 35 anni, rappresentano circa il 45% del mercato. Seguono i nati tra gli anni ’60 e ’80 con il 35%, infine i ‘baby boomers’ (nati tra i ’40 e ’60) con il 20%. Tutte queste categorie tendono inoltre a preferire etichette della propria regione.

Secondo Paolo CastellettiSegretario Generale Unione Italiana Vini, “i dati annuali del canale on-trade analizzati dall’Osservatorio del Vino mettono in evidenza un sostanziale incremento delle vendite da parte delle imprese vinicole italiane. Un segnale positivo che ci deve stimolare a proseguire nel cammino di sviluppo fino ad ora intrapreso. Auspichiamo che questa ripresa venga accompagnata dalla stabilità di Governo del Paese, indispensabile anche per il riordino del quadro legislativo del comparto a partire dai decreti attuativi del Testo Unico appena approvato in Parlamento, al quale abbiamo lavorato con solerzia e impegno negli ultimi tre anni”.

Tratto da Saperefood.it